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San Lorenzo
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CHIESA DI SAN LORENZO E DI S. MARIA DEL SUFFRAGIO

Intorno al 500 il paese si estendeva con costruzione nuove case. Nell’attuale zona di S Lorenzo c’era una chiesetta dedicata al martire Lorenzo, patrono di Tivoli, quindi conosciuto e venerato anche da noi. Nel catasto del 1565 (Moreschini) 1570 (io) questa località risulta molte volte.

L’ipotesi di una chiesa precedente al 1700 è suffragata dal Consiglio della Comunità dove il Sig Francesco Cortese propose di perfezionare la chiesa di San Lorenzo (Consiglio della Comunità del 2.6.1727) e di farci 3 cappelle, una di San Lorenzo e S Maria del Suffragio, una a San Giuseppe e una secondo la volontà di colui che prenderà lo ius altaris della Cappella. Lui chiede che gli venga concessa la cappella di San Giuseppe

Inoltre il fatto che venga chiamata oggi chiesa nuova fa presupporre che ce ne era già una preesistente.

Demolita vecchia chiesetta e per la nuova fu utilizzato lo spazio esistente  sulla piazzetta antistante fino alle due vie laterali attualmente confinanti con Vicolo Cortese e San Lorenzo.

Francesco Cortese fu eletto amministratore della Fabbrica. Ad oggi non si sa ancora il nome dell’architetto della fabbrica

lL'EDIFICIO

A pianta centrale, croce greca, 3 cappelle una con altare maggiore e le altre 2 laterali, piccola cupola con 4 finestroni obliqui laterali. stile barocco sobrio. Nel cupolino è dipinto un angelo che sorregge una scritta “Luctum convertam in gaudium” “cambierò il lutto in gioia”

La chiesa oltre che da famiglie private fu finanziata dal popolo

2.12.1738 il Cortese morì e fu sepolto nella chiesa davanti alla cappella di San Giuseppe ius della famiglia Cortese.

Pietra tombale

In suo ricordo e della sua famiglia i castellani lo ricordarono intitolandogli il Vicolo che circonda la chiesa insieme al vicolo San Lorenzo.

ESTERNO DELLA CHIESA

Parte posteriore un arco, in corrispondenza della cappella dell’altare maggiore, poggiante da un lato ai muri delle abitazioni e dall’altro della chiesa largo 2.5.m e che pone in comunicazione vicolo Cortese con Vicolo San Lorenzo e sopra l’arco 2 muri laterali, contrafforti della chiesa. un altro contrafort si trova su lato dx della facciata da terra fino alla copertura e sull’alto del quale dveva esserci, nel rotondo, un orologio solare.

1742 fu costruito un altro arco contrafforte su lato dx lungo vicolo San Lorenzo

1765 lavori di rifinitura della chiesa con Andrea e Stefano Ghezzi e il consiglio ordinò che si facessero le campane che completavano la chiesa.

Le cappelle: altare maggiore a Confraternita del Suffragio, quella di sx, San Giuseppe famiglia Cortese, quella dx dedicata alla Beata Vergine del Carmine e al Sacro Cuore affidata prima alla famiglia de Vecchis poi alla famiglia Fraschetti che la restaurò a nome di Vincenzo Fraschetti nel 1889.

La nuova chiesa aveva il compito di onorare i morti e suffragarne le anime

Nel 1763 il vescovo concesse alla Compagnia del Suffragio la nuova chiesa e poiché era obbligatorio che su celebrassero le messe per i defunti fu eletto come cappellano il Rev.do Don Domenico Lattanzi. La chiesa divenne Oratorio del Suffragio, qui si raduvano i confratelli della Buona morte in preghiera e da qui partiva la processione per accompagnare i morti dalle loro abitazioni all’oratorio del Suffragio, dove il cappellano celebrava le esequie prima della sepoltura. Erano i Fratelli della Compagnia della buona morte a portare le salme, vestiti di un camice bianco stretto alla cintola con un cordone nero e una mozzetta nera che  gli copriva spalle e petto sulla quale spiccava stemma con Vergina SS. ma del Suffragio, loro patrona e con il cappuccio pendente sulla schiena. La bara era portata a spalle da 4 confratelli.

Obblighi particolari erano previsti negli Obblighi della Compagnia quando moriva un Fratello. La compagnia forniva la cera e una cassa per il fratello defunto, 4 ceri di mezzo kg e candele. Chi mancava alla messa pagava una multa di 25 cent (documento si trova presso la sede della confraternita in via del Castello)

La pietra tombale comune immetteva in una piccola galleria sottostante il pavimento della chiesa nella zona antistante e parallela alla balaustra. Altra pietra tombale sovrasta il loculo dela padre gesuita Gerolamo Boza (cileno) che volle essere deposto presso l’altare del Sacro Cuore di Gesù (dopo la soppressione della Compagnia del Gesù nel 1753) i padri ex gesuiti Enrico Lamberti Gerolamo Boza e Giovanni Perelli sono residenti a C.M. (1994 con lavori nella pavimentazione sono state scambiate le 2 pietre tonmbali davanti balaustra, quella della fossa comune e quella di padre Bozza che era posta verso la sagrestia)

Inoltre nella chiesa si conservano le reliquie di San Teodoro Martire, posto in una nicchia in uniforme militare con la palma del martirio, e un’ampolla e una patena con la scritta ampulla sanguini set cerebrum eiusdem in patina (l’ampolla del sangue e il cervello dello stesso nella patena)

Dietro altare: pala

Cappella di dx: c’era quadro Sacro cuore andato in rovina e 2 bassorilievi con la passione dio Cristo (deposizione)

Proprio in San Lorenzo il 26 maggio 1771 venne radunato il Pubblico e General Consiglio e si decise di innalzare una nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo.

Intanto la chiesa di San Lorenzo non bastava più per la tumulazione delle salme e gia nel 1788 non vi era piu spazio quindi nel 1800 le tumulazioni vennero effettuate eccezionalmente a San Sebastiano poi a San Michele. Nel 1840 venne fatto un cimitero provvisorio vicino San Quirico e verso il 1865 fu iniziato l’attuale cimitero.

Nel 1880 fu redatto uno Statuto di 7 articoli che diceva che la “Società Mortuaria Caritativa” doveva trasportare i cadaveri dei fedeli dal domicilio alla parrocchia poi al cimitero giacche le sepolture erano vietate nelle chiese esistendo il cimitero pubblico. (editto napoleonico di Saint CLoud. No sepolture entro le mura della citta e lapidi tutte uguali per motivi democratico- ugualitari). Sempre Statuto, potevano entrare nella compagnia solo persone piu 20 anni. si eleggeva una Presidenza con a capo un Priore, 3 anni.

1889 mons Celestino del Frate vescovo di Tivoli, emanò un decreto con il quale stabiliva un sodalizio della Beata Vergine Maria del Suffragio nella chiesa di San Lorenzo Martire (decreto vescovile 10.4.1889- originale presso sede confraternita del Suffragio).

Inizio 1900 restauro nella chiesa.

Nel corso del XX secolo la chiesa di San Lorenzo restò adibita principalmente alla celebrazione della messa domenicale poi alla sola festa aptronale di san lorenzo fino poi a trascurare la chiesa. nel dopoguerra rimase in stato di totale abbandono

Negli anni 80 la Soprintendenza ai Monumenti del Lazio intraprese i lavori rinforzando i muri portanti e rinnovando al chiesa nella copertura, nella pavimentazione in cotto antico e nel delicato colore interno

 




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