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Maria SS.ma del Suffragio
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CENNI  STORICI DELLA CONFRATERNITA

"COMPAGNIA MARIA SS. MA DEL SUFFRAGIO"

Nel corso del Consiglio della Comunità del 02.06.1727, il consigliere Sig. Francesco CORTESE disse..." io sarei del parere che si facesse voto comunitario (della Comunità) di risarcire (restaurare) e perfezionare la Chiesa San Lorenzo et ivi fare tre Cappelle, cioè la prima di Maria S.S.ma del Suffragio, una di San Giuseppe et una che resterà da fare a quel Santo, che parerà a chi sarà concessa la Cappella della Comunità; e procurare che nella prima (Cappella) si eriga una Confraternita del Suffragio per l'anime del purgatorio, da aggregarsi con il Suffragio di Roma, con il peso et l'obbligo della detta Confraternita e Fratelli di essa di mantenere e devotamente onorare detta Cappella, ecc...." (Estratto Consiglio della Comunità del 02.06.1727.)

La nuova Chiesa aveva lo scopo specifico di onorare i morti e suffragarne le anime, tale Chiesa era da tempo già completata, mentre tardava la creazione della Confraternita del Suffragio. Nei verbali del Consiglio della Comunità del 1758 si legge ".......sono già trent'anni che questa Comunità fece voto di fabbricare la Nuova Chiesa , ossia Oratorio del Suffragio, però sarebbe dovere o che i Consiglieri procurassero che si erighi detta Compagnia, o pure farsi assolvere e sciogliere da detto voto per esimersi dal peccato ....." Seduta stante il Consiglio risolvette " chi si vole ascrivere per Fratello nella suddetta Compagnia vada dal Rev. Don Domenico LATTANZIJ a farsi scrivere ". Sorse così ufficialmente la Confraternita "Compagnia di Maria S.S.ma del Suffragio". (Consiglio della Comunità del 12.03.1758).

I Fratelli della Compagnia iniziarono a radunarsi nella Chiesa del Suffragio ed assistere al trasporto e alla benedizione delle salme. Tuttavia solo nel 1763 il Vescovo diede il proprio assenso e concesse alla Compagnia del Suffragio la Nuova Chiesa.

Fu proprio nella Chiesa Nuova del Suffragio che il 26.05.1771 avvenne il raduno Generale di tutti i "Capi di casa" dei quali ne convennero in 234 e davanti all'Altare Maggiore , in rappresentanza dell'intero popolo decisero di innalzare la "fabbrica" della Nuova Chiesa parrocchiale dedicata al Patrono      S. Michele Arcangelo. Nel 1880 i "Fratelli della Compagnia della buona morte" come soleva chiamarli il popolo, si diedero un breve e generico Statuto in sette articoli, in esso tra l'altro fu stabilito che l'Unione si denomini "Società Mortuaria Caritativa". A seguito dello Statuto e rilevato che l'Autorità Ecclesiastica, pur avendo benedetta e sostenuta la Compagnia del Suffragio, non aveva emesso un atto formale del suo riconoscimento, alcuni Confratelli fecero una richiesta in tal senso al Vescovo di TIVOLI Mons. Celestino DEL FRATE, il quale emanò un Decreto Vescovile datato 10.04.1889 con il quale stabiliva ".....con la nostra autorità ordinaria erigiamo e istituiamo in perpetuo il Pio Sodalizio della Beata Vergine Maria del Suffragio nella Chiesa di San Lorenzo Martire...”

 
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RITO DELLA VESTIZIONE DELLA CONFRATERNITA

"COMPAGNIA DI MARIA SANTISSIMA DEL SUFFRAGIO"

SIGNIFICATO

Il rito della vestizione ha una tradizione di molti secoli nelle Confraternite, esso desta nuovamente grande interesse soprattutto nei giovani che si avvicinano per la prima volta alle Confraternite. Il `vestito" che indosseranno i Confratelli e le Consorelle durante il "Rito della Vestizione" della Confraternita "Compagnia di Maria Santissima del Suffragio" e che continueranno ad indossare nell'esercizio del culto pubblico della Chiesa, nelle forme solenni delle celebrazioni liturgiche, deve costituire motivo di grande decoro, di solennità nello svolgimento del culto pubblico, cosi profondamente radicato nella tradizione di ogni Confraternita, dando segno di una volontà di partecipazione attiva alla Sacra Liturgia.

L'abito che i Confratelli indosseranno al momento della vestizione è costituito da un camice bianco con cappuccio bianco, una mantellina nera con fregio che raffigura Maria Santissima del Suffragio e l'Angelo del Suffragio che intercede per le Anime del Purgatorio ed un cordone nero che termina con un fiocco, mentre le Consorelle indosseranno una fascia nera da sinistra verso destra, terminante con fiocco e con lo stesso fregio dei Confratelli. Nelle celebrazioni festive, nelle feste in onore del Santo Patrono e in quelle in cui si onorano i Santi, i Confratelli indosseranno un camice bianco con cappuccio bianco, cordone bianco con fiocco terminale e mantellina rossa con fregio e le cosiddette "braciole", mentre le Consorelle indosseranno una Fascia rossa, con fregio e fiocco terminale.

I Confratelli e le Consorelle dal momento della vestizione dovranno ricordare che:

l'abito è un segno di appartenenza ad una Confraternita che è pubblica associazione della Chiesa e che riceve dalla Chiesa la personalità giuridica, nonché la missione per il fine che intende perseguire, in nome della Chiesa stessa (can. 313 del Codice del Diritto Canonico).La Confraternita ha tra i suoi fini quello assai rilevante dell'incremento del culto pubblico, che, per la sua natura è riservato alla Chiesa;

il camice — la fascia, sono l'abito per il servizio liturgico, sono dunque segno di una volontà di partecipazione attiva alla sacra Liturgia e di esemplare espressione di essa. I Confratelli indossano l'abito con la consapevolezza di chi vede in esso quasi una espressione di quella veste battesimale che ricorda la dignità sacra di ogni battezzato e l'ufficio che la Chiesa gli riconosce nell'esercizio del culto Liturgico. Indossando l'abito essi ricordano che, battezzati in Cristo, si sono rivestiti di Cristo e che appartengono a Cristo;

• nella Confraternita inoltre il camice — la fascia sono un distintivo di un servizio di carità , è un segno dello spirito di sacrificio con cui affrontano il dovere della solidarietà nelle molteplici forme del volontariato;

l'abito nelle Confraternite è distintivo di carità e di amore per i più bisognosi. Esso ha un cappuccio, detto anche buffa che copre il volto del fratello e assicura l'anonimato delle buone opere, l'annullamento della distanza delle classi sociali, accomunando il ricco e il povero, il colto e il non colto. Con esso non si è riconosciuti, nessuno sa perciò chi deve ringraziare per il bene ricevuto ed è assicurata la fedeltà alla esortazione di Gesù « non sappia la tua sinistra quello che fa la tua destra»;

l'abito è così l'insegna del buon Samaritano. Il Confratello nel cammino della sua testimonianza di carità non chiede a chi ha bisogno di lui chi sia, da dove venga, a quale gruppo sociale o a quale religione appartenga.

Nelle Confraternite l'abito è dunque emblema significativo per la decorosa e pubblica espressione del culto. I valori spirituali contenuti nel segno dell'abito sono cosi profondi da meritare tuttora molta considerazione, per questo i giovani Confratelli di oggi, e anche i meno giovani, amano rivestire il loro plurisecolare abito .

Con il solenne rito della vestizione viene dato il giusto rilievo al ricco significato dell'abito ed ai valori profondi che esprime.

 




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