Home Sacerdoti Don Franco
Don Franco
PDF Stampa E-mail

Pasqua di Resurrezione

 

ABBIAMO MANGIATO E BEVUTO CON LUI DOPO LA SUA RISURREZIONE (At 10,41)

At 10,34a.37-43; Sal 117;Col 3,1-4 (1Cor 5,6b-8); Gv 20,1-9

Il giorno di Pasqua è normale sentirsi dire: «Auguri, Buona  Pasqua!». Quale significato diamo a questo augurio? I fratelli ortodossi si salutano così: «Il Signore è risorto, alleluia!»,rispondendo: «È veramente risorto, alleluia!», La gioia della Pasqua non può rimanere ancorata al 24 aprile e fermarsi nel ricordo e nel passato. Ogni domenica è Pasqua! I battezzati si riuniscono nel nome del Risorto, o meglio il Risorto ci riunisce perché possiamo accogliere la sua presenza, rinnovare o accrescere il dono della fede. Perché Gesù dopo la sua risurrezione non appare agli scribi, ai farisei, al sinedrio o a Pilato? Non avevano la luce della fede, quindi avrebbero pensato all'apparizione di un fantasma. Allora dove nasce la fede nel Risorto?

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

Venerdì Santo

CHINATO IL CAPO, SPIRÒ (Gv 19,30)

Significato e contenuti del Venerdì Santo

Il venerdì santo celebra il memoriale della morte pasquale di Cristo; non è il giorno del lutto, né il funerale di Cristo, poiché celebra la morte "gloriosa" del Signore. Ogni giorno del triduo non deve essere concepito in sé ma in relazione agli altri due giorni, quindi ogni giorno celebra il triduo nella sua completezza e unità.

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

Giovedì Santo

VI HO DATA L'ESEMPIO

Significato e contenuti del Giovedì Santo

Sant'Ambrogio afferma: «Bisogna che noi osserviamo non solo il giorno della passione, ma anche quello della risurrezione, in modo da avere un giorno di amarezza e anche un giorno di gioia, in modo da digiunare in quel giorno e da essere sazi in quest'altro. È questo il triduo sacro... durante il quale Cristo ha sofferto, si è riposato ed è risuscitato» (Lettera 23, 12-13; PL 16,1030).

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

Domenica delle Palme

VERSATO PER MOLTI

Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Mt 26,14-27,66

Gesù prima di morire in croce e di lasciare la terra dopo la sua risurrezione, volle continuare la sua presenza nel mondo con l'istituzione dell'ultima cena. La Chiesa, voluta da Cristo, ha compreso il valore di quel momento e ha iniziato a riunirsi nel giorno del Signore per ascoltare la Parola e realizzare il comando di Cristo: «Fate questo in memoria di me». La "domenica delle palme" o "di passione" fa rivivere tutta la drammaticità del processo e della condanna a morte di Gesù. Prima che tutto questo si realizzi, Gesù si preoccupa di lasciare il segno reale della sua presenza. L'ultima cena è l'ultima Pasqua di Gesù, il banchetto in cui ci si nutre di lui, si fa memoria della sua passione, ci si inebria del suo Spirito e si riceve la garanzia della gloria futura. Se ogni religione prevede un sacrificio dell'uomo a Dio, il cristianesimo si fonda sul sacrificio di Dio all'uomo.

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

V Domenica di Quaresima

LO SPIRITO DI  DIO ABITA IN VOI

Ez 37,12-14; Sal 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45

Il giorno del battesimo lo Spirito fa irruzione con abbondanza dando in dote al credente tutti i doni necessari per essere un vero figlio di Dio. Tra questi doni vi è il sacerdozio comune e, in forza di tale ministero, il credente celebra l'Eucaristia, offre e dona la sua vita in ogni celebrazione, porta all'altare il pane e il vino per la consacrazione, proclama la Parola. Non si può dire che l'azione eucaristica sia un "atto sacerdotale" inteso in senso strettamente ministeriale: nessuna azione liturgica è mai tale! La riforma promossa dal Concilio Vaticano II ha dedicato un'attenzione particolare a realizzare concretamente una svolta che afferma la partecipazione piena e totale di tutto il popolo di Dio alla celebrazione; ma ci si chiede se il modo effettivo di gestirla rispetti i principi introdotti dal rinnovamento conciliare. «L'offerta: nel corso di questa stessa memoria la Chiesa, in modo particolare quella radunata in quel momento e in quel luogo, offre al Padre nello Spirito Santo la vittima immacolata. La Chiesa desidera che i fedeli non solo offrano la vittima immacolata, ma anche imparino a offrire se stessi e così portino ogni giorno più a compimento, per mezzo di Cristo mediatore, la loro unione con Dio e con i fratelli, perché finalmente Dio sia tutto in tutti» (Ordinamento generale del Messale, n. 55f).

Leggi tutto...
 
PDF Stampa E-mail

IV Domenica di Quaresima

IO CREDO SIGNORE!

1Sam 16,1b.4.6-7.10-13; Sal 22; Ef 5,8-14; Gv 9,1-41

Nel cuore del cammino quaresimale la Parola di Dio diventa sempre più luminosa e potente e aiuta la Chiesa a ripercorrere la strada del percorso battesimale, per fare esperienza della vera luce che è Cristo. Il cieco ha avuto la fortuna di incontrare Gesù, ponendosi sulla sua stessa strada. Quando lo incontra, si affida, ha fiducia, si abbandona a lui, lo lascia fare, per poi proclamarlo Kyrios, Signore, prostrandosi davanti a lui. La semplicità del cieco che ora vede, diventa una testimonianza di vita e di annuncio a chi è in ascolto del Vangelo. In ogni celebrazione liturgica a noi, uomini e donne del duemila, è data l'opportunità di ascoltare e conoscere Cristo. L'omelia è uno degli aspetti che favoriscono tale conoscenza. Proprio per tale ragione, il sacerdote è invitato a tener presente i due elementi che costituiscono l'omelia: Gesù Cristo e l'oggi. Se c'è Gesù Cristo ma non l'oggi, oppure se si valorizza l'attualità ma non Gesù Cristo, l'omelia "frana'. Che cosa ha da dire, oggi, la Parola di Dio, in questa situazione concreta, a chi parla e a chi ascolta?

Leggi tutto...
 
« InizioPrec.12Succ.Fine »

Pagina 1 di 2


Powered by Joomla!. Designed by: free joomla templates VPS hosting Valid XHTML and CSS.